Quando andare dalla psicomotricista?

Domanda di: Sig. Isira Ferri  |  Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2026
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È consigliabile rivolgersi a un psicomotricista (o TNPEE) quando un bambino (solitamente tra 0 e 10 anni) presenta difficoltà nello sviluppo motorio, relazionale o emotivo, come ritardi nel gattonare/camminare, goffaggine, iperattività, chiusura, o disprassia. È utile per migliorare coordinazione, attenzione, gioco e gestione delle emozioni.

Quando è consigliata la psicomotricità?

La psicomotricità è consigliata quando un bambino mostra segni di difficoltà nel coordinare il movimento con il pensiero, l'emotività e la comunicazione. È un approccio olistico che può fornire supporto in molte aree dello sviluppo e del benessere del bambino.

Chi ha bisogno di fare psicomotricità?

La neuro e psicomotricità invece è indicata per bambini particolarmente vivaci che faticano a concentrarsi e per bambini con particolari disturbi come ritardo mentale, autismo, difficoltà del linguaggio, difficoltà relazionali o altre patologie simili.

Il ritardo psicomotorio si recupera?

Il recupero del ritardo psicomotorio è possibile attraverso un percorso terapeutico che permette di scegliere tra sedute di gruppo o individuali, le aree dove intervenire e gli obiettivi prefissati.

Psicomotricità serve davvero?

Tutti i bambini possono trarre beneficio dalla psicomotricità educativa, pratica che promuove le potenzialità individuali, permette di armonizzare lo sviluppo in presenza di lievi difficoltà o di intercettare precocemente disagi e fattori di rischio che potrebbero ostacolare il normale processo di crescita.

Lo psicomotricista