Domanda di: Ing. Carlo Montanari | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026 Valutazione: 4.8/5
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Ci si può definire poveri quando le risorse economiche non sono sufficienti per uno standard di vita dignitoso. La povertà si distingue in assoluta (impossibilità di acquistare beni essenziali, con soglie che variano per area geografica, ad esempio circa 850€ al mese per un single al Nord) o relativa (reddito inferiore al 60% della mediana nazionale).
Si è considerati poveri quando il proprio reddito o le proprie spese scendono al di sotto di una soglia definita, che varia a seconda che si parli di povertà assoluta (incapacità di permettersi beni e servizi essenziali) o relativa (reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale), con parametri che cambiano in base al numero di componenti familiari e all'area geografica.
La soglia dell'ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE diviso la scala di equivalenza) è fissata a 3.000 euro. Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali relative agli immobili diversi dalla prima casa e al possesso di conti e titoli finanziari.
Ad esempio, per un adulto (di 18-59 anni) che vive solo, la soglia di povertà è pari a 839,78 euro mensili se risiede in un'area metropolitana del Nord, a 753,87 euro se vive in un piccolo comune settentrionale, a 569,56 euro se risiede in un piccolo comune del Mezzogiorno.