Domanda di: Ing. Lauro Carbone | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Don Abbondio, anche lui ammalatosi, è, invece, guarito ed appare stanco e provato. Manzoni, però, non lo fa morire. Forse che il prete tornerà ora, alla fine della storia, dopo molte disavventure occorse ai due fidanzati, a celebrare quel matrimonio che non volle celebrare due anni prima, perché minacciato dai bravi?
Il colpo di scena a cui ci sottopone Manzoni è che don Abbondio risulta, in un certo senso, alla fine vittorioso. Al termine del romanzo lo vediamo ricomparire tale e quale, liberato dai suoi timori nei confronti di don Rodrigo, perché ne ha appreso la morte per peste.
Don Abbondio è un curato di sessanta anni proveniente da una famiglia non nobile e non ricca. Vive in un paesino sul Lago di Como. È un uomo molto pauroso, così tanto da essere diventato prete per sentirsi al sicuro da ogni eventuale ostacolo che la vita potrà presentargli.
Don Rodrigo, a Milano, scopre di essere ammalato di peste. Il Griso lo consegna ai monatti per derubarlo, poi si ammala a sua volta e muore. Renzo, sempre rifugiato nel Bergamasco, guarisce dalla peste e decide di andare a Milano per cercare Lucia.
Un giorno Lodovico ingaggia un duello con un nobile, per una questione di precedenza. Il suo servo, Cristoforo, è colpito a morte dal nobile; questi viene a sua volta trapassato dalla spada di Lodovico.