Il Natale ortodosso - nei Paesi dell'est di tradizione russa - celebra la nascita di Gesù figlio di Dio e della Vergine Maria e viene festeggiato anziché il 25 di dicembre il 7 di gennaio. Questo è dovuto dal fatto che la Chiesa Ortodossa continua ad utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano.
Per paesi come Russia, Georgia, Armenia, Bielorussia, Serbia, Egitto, Etiopia e Kazakistan, il 6 gennaio è la vigilia di Natale. Il 7 è il giorno di Natale. La differenza è dovuta all'uso di calendari diversi tra cristiani cattolici e ortodossi.
Periodo di preghiera di 40 giorni e vigilia frugale
Oltre alla data, ci sono anche altre differenze nella celebrazione del Natale ortodosso. I fedeli, infatti, osservano un periodo di 40 giorni in cui intraprendono un percorso di preghiera, durante il quale mangiano solo cibi magri, escludendo la carne e i latticini.
I festeggiamenti per il Natale a Mosca iniziano a dicembre e si protraggono almeno fino al 14 gennaio, quando si festeggia il Capodanno ortodosso. Ma il culmine dei festeggiamenti è il 7 gennaio, il giorno del Natale ortodosso.
I due calendari procedono paralleli, lo slittamento progressivo è di 13 giorni: anche i cristiani ortodossi festeggiano il Natale il 25 dicembre, solo che per loro corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano, e l'Epifania diventa la Vigilia di Natale.