Il caffè fa bene se consumato con moderazione (2-3 tazzine al giorno) lontano dai picchi di cortisolo, preferibilmente dopo colazione o a metà mattina (10:00-11:00) e dopo pranzo, poiché stimola la digestione, la concentrazione e il metabolismo. Benefici includono protezione cardiovascolare, maggiore vigilanza e minor rischio di malattie neurodegenerative.
Bere caffè dopo aver pranzato favorisce il processo di digestione poiché stimola la salivazione e la secrezione dei succhi gastrici. Non vi è una stretta correlazione tra caffè e insonnia.
Mentre il caffè normale è sconsigliato ai diabetici per via della presenza di caffeina (che può ridurre l'insulina nel breve termine), un decaffeinato non presenta controindicazioni e può fornire sia il beneficio dei polifenoli, sia quello di un gusto strepitoso per allietare ogni momento della giornata.
L'effetto della caffeina sui pazienti con Parkinson
Alcuni studi clinici hanno riportato un modesto miglioramento di alcuni sintomi, motori e non motori, ma le evidenze sono ancora deboli e spesso non replicabili, quindi non sufficienti ancora per raccomandarne l'uso come terapia.
Può causare disturbi al sistema nervoso centrale, dall'ansia fino a disturbi del sonno, difficoltà nell'addormentamento e risvegli notturni. Queste conseguenze possono essere amplificate da altri fattori contemporanei, come lo stress, il fumo ed uno scorretto stile di vita.