Domanda di: Dr. Kristel De Angelis | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2026 Valutazione: 4.4/5
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Il momento in cui un cieco inizia a vedere, spesso citato metaforicamente, avviene quando guarisce, metaforicamente lasciando il "bastone" che lo ha sostenuto. Scientificamente, ciò è possibile grazie a innovazioni come trapianti di cornea, optogenetica o terapia genica, che possono ripristinare la vista anche dopo anni di cecità.
Il giorno in cui il cieco vede, la prima cosa che getta via è il bastone che lo ha aiutato per tutta la vita. Fa male dirlo, perché quel bastone non era solo un oggetto: era fiducia, era appoggio, era sopravvivenza.
Da zero a sei decimi con un intervento di mezz'ora: una paziente di 76 anni torna a vedere dopo 5 anni di cecità. È il risultato del primo trapianto in Italia, il centesimo al mondo, realizzato con una protesi endoteliale in materiale polimerico.
In realtà, i ciechi non vedono nulla, il buio non sanno cosa sia, proprio perché non hanno mai visto la luce. Questo discorso si riferisce ai ciechi dalla nascita, diverso è per chi cieco lo diventa, ma andiamo con ordine.
Chi non vede, avverte l'ostacolo per una sensazione di chiuso, di limitato acusticamente, e la distanza si conforma in forza di un'esperienza muscolare. Analogo processo si è visto operarsi per quanto concerne l'esperienza spaziale della vista.