Domanda di: Jari Bianchi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Separazione e divorzio: il mantenimento non spetta quando il coniuge può mantenersi da solo o non dà prova di aver messo a frutto le proprie capacità. Non basta la semplice disparità economica tra ex coniugi per riconoscere, a quello dei due più povero, il diritto all'assegno di mantenimento.
Quando non spetta più il mantenimento alla moglie?
L'assegno di mantenimento non è dovuto quando il coniuge meno abbiente abbia le risorse sufficienti per rendersi autonomo. Ad esempio, un'insegnante che riceve mensilmente uno stipendio di 1.500 euro, nonostante l'ex marito sia molto più ricco di lei, non ha diritto al contributo mensile.
Quali doveri ha il marito nei confronti della moglie?
dovere di fedeltà, dovere all'assistenza morale e materiale, dovere alla collaborazione nell'interesse della famiglia, obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro (professionale o casalingo).
La risposta dei legali è che a dovere pagare gli “alimenti” è sempre il coniuge con il reddito più alto e, nelle famiglie italiane, il “primato” del reddito più alto il più delle volte lo detiene il marito e deve mantenere la moglie quando c'è una disparità di reddito.
La casa coniugale resta all'ex moglie sino a quando ci sono le necessità dei figli. È possibile chiederne la restituzione se i figli diventano autonomi, o se vanno a vivere per conto loro, o se la madre si trasferisce con gli stessi altrove.