La polizia può ricorrere al taser valutando prima il livello di ingiustizia perpetrato, l'effettiva attualità ed inevitabilità del pericolo, i rapporti di forza tra aggredito e aggressore, il tempo e luogo dell'azione, le caratteristiche dell'aggredito, il valore dei bene minacciato dall'aggressore.
Il Taser è infatti, in sostanza, una pistola di diffusione elettrica che genera scariche in grado di stordire o immobilizzare la vittima (l'elevato numero di decessi scaturisce soprattutto dal possibile impiego nei confronti di soggetti affetti da patologie cardiache).
Il costo di un taser è di circa 500 euro per il modello più sofisticato a forma di pistola e con puntatore laser; modelli a forma di scatola costano circa la metà.
Per la legge italiana il taser è considerato arma propria, quindi per importarlo ed impiegarlo serve un'apposita licenza. Le pistole elettriche possono essere vendute dagli armieri a persone con porto d'armi ma non possono essere portate per nessun motivo.
La sofferenza provocata dalla scarica elettrica alla quale è associato, oltre alla perdita di controllo del sistema muscolare, provoca anche un dolore acuto. Nei casi più gravi c'è anche la morte per arresto cardiaco.