Quando l'opposizione all'esecuzione è inammissibile?
Domanda di: Sig. Amedeo Conte | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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Nell'esecuzione per espropriazione l'opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l'opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile(5) ...
615 e 619 c.p.c., il giudice ha la facoltà discrezionale di disporre la sospensione del processo esecutivo qualora ritenga che sussistano gravi motivi che devono intendersi, secondo l'opinione giurisprudenziale prevalente, quali valide ragioni giustificative del provvedimento di sospensione.
Cosa si può contestare con l'opposizione all'esecuzione?
Come anticipato con l'opposizione ex art 615 c.p.c. (opposizione all'esecuzione) il debitore agisce in giudizio per contestare il diritto del creditore a procedere con l'azione esecutiva, oppure la regolarità del titolo esecutivo, oppure ancora la pignorabilità dei beni “aggrediti”.
L'opposizione preventiva all'esecuzione, può essere proposta dalla data di notificazione del precetto e fino al compimento del primo atto dell'esecuzione. L'opposizione successiva è proposta dopo che sia iniziata l'esecuzione. L'art. 615 comma 2 c.p.c.
Quale opposizione deve proporre il debitore che vuole contestare il quomodo?
In linea di massima, si suole dire che mentre l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. contesta l'an debeatur ossia l'effettiva debenza delle somme, l'opposizione agli atti invece lamenta il quomodo dell'esecuzione e, dunque, la sua regolarità formale.