Domanda di: Erminio Ferrari | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Vengono invece fatte risalire a quasi 4 000 anni fa le prime testimonianze, in Mesopotamia ed Egitto, di metodi basati sul sistema sessagesimale, con cui oggi viene comunemente misurato il tempo sia in Occidente che in Oriente.
I primi a organizzare il tempo così come lo conosciamo oggi sarebbero stati i babilonesi. Già grazie a loro la divisione dell'anno era di dodici mesi, dovuti alle dodici fasi lunari, e quindi risultava logico dividere il giorno e la notte in dodici fasi di luce e dodici di buio, cioè le ventiquattro ore che conosciamo.
Lo strumento di misura del tempo più antico mai documentato è una meridiana dell'antico Egitto, sì sempre loro, datata intorno al 1500 a.C.. Concettualmente si tratta dell'utilizzo dell'ombra di un bastone o di un'asta per capire quanto tempo mancasse all'arrivo della notte.
Lo gnomone dette origine poi ai quadranti solari (meridiane) e ai giganteschi calendari solari e alle strutture megalitiche presenti in Inghilterra e in molti altri luoghi.
Per molti secoli gli unici strumenti per misurare il tempo restarono le meridiane e le clessidre, orologi noti fin dalla più remota antichità. Lo gnomone è probabilmente il più antico strumento di misura del tempo inventato dall'uomo. Esso è un bastone che proietta sul suolo l'ombra del Sole.