La consapevolezza del morire varia, ma spesso gli ultimi istanti sono descritti come una transizione pacifica, con sensazioni di calma, distacco o luci, a volte precedute da confusione o sonnolenza, secondo le testimonianze di esperienze di pre-morte. Il cervello può restare cosciente per alcuni minuti dopo l'arresto cardiaco, permettendo potenzialmente di percepire l'ambiente circostante.
sente e vede persone mentre la sua coscienza fluttua al di sopra del suo corpo; vede una luce alla fine di un tunnel; ripercorre nella memoria la propria vita; vede una figura divina.
I momenti che precedono la morte sono caratterizzati infatti da una serie di cambiamenti fisici importanti: sono comuni nausea, vomito, dolori, irritazione della pelle, stitichezza, perdita di appetito, stanchezza e confusione.
Nel momento del trapasso, intorno cala il silenzio, come se dietro il defunto si chiudesse una porta. Il respiro affannoso si ferma, il rantolo scompare: la morte si è compiuta.
Il livor mortis (o ipostasi cadaverica, dal latino livor: lividità) è la decolorazione del corpo dopo la morte a causa della stasi del sangue non più pompato dal cuore, che per gravità filtra lentamente verso il basso attraverso i tessuti.