Quando si deve fare il raschiamento?

Domanda di: Clodovea Morelli  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Le donne possono sottoporsi al raschiamento per rimuovere volontariamente il prodotto di una gravidanza indesiderata entro e non oltre la 13° settimana di gestazione. Oltre a questa finalità, il raschiamento operativo viene eseguito per la rimozione di: Alcuni residui placentari dall'utero dopo il parto.

Quando non è necessario il raschiamento?

Se l'ecografia ha mostrato che in utero non c'erano residui della gravidanza, non sarà necessario un raschiamento. Con la prossima mestruazione qualunque anche minimo residuo rimasto, verrà eliminato.

Quanto tempo si può aspettare prima di fare il raschiamento?

Se l'aborto spontaneo si è verificato in epoca precoce, entro le 8-9 settimane, il ginecologo consiglia in genere di non effettuare da subito la revisione, ma di aspettare anche fino a 2-3 settimane, perché in una buona percentuale di casi si ha un'espulsione spontanea dell'embrione.

Quante ore si sta in ospedale per il raschiamento?

Il raschiamento avviene solitamente in anestesia generale e dura tra i 10 ed i 15 minuti. Salvo complicazioni la paziente può tornare a casa dopo qualche ora di osservazione, senza cioè il pernottamento in ospedale.

Cosa comporta fare un raschiamento?

Il raschiamento può esser causa di complicanze come: Emorragie nella cavità addominale. Perforazione dell'utero: costituisce la complicanza più pericolosa del raschiamento. Dalle statistiche mediche si osserva che solo l'1% delle donne va incontro ad una perforazione dell'utero dopo il raschiamento.

Stavo per fare il raschiamento ed ho sentito il suo cuore battere