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Si dice Promèteo o Prometèo?
promèteo (o promèzio, meno com. promètio) s. m. [lat. scient. Prometheum (1945), poi Promethium (1949), dal nome lat.
Come si dice il primo figlio?
Primogenito - Significato ed etimologia - Ricerca - Treccani.
Che significa porzio?
(O porzio), termine, derivato dal sostantivo latino, correntemente usato nel linguaggio medico per indicare la p. vaginalis del collo dell'utero, la parte cioè che sporge nella vagina. Ha la forma di un cono ad apice arrotondato, lungo 8-12 mm, alla cui sommità corrisponde lo sbocco del canale cervicale.
Quando si dice zio?
– 1. Il fratello del padre o della madre, rispetto ai nipoti (ma anche il marito della zia, cioè lo zio acquisito, così come la zia può essere la moglie dello zio, cioè la zia acquisita; il plur. gli zii può indicare lo zio e la zia in quanto marito e moglie, o avere un senso collettivo più ampio): lo z.
Prozio e trizio cosa sono?
Isotopi dell'idrogeno Vale a dire prozio (1H), deuterio,(2H) e trizio, (3H). Tutti possiedono un solo protone, ma il prozio non ha neutroni, il deuterio ne possiede uno e il trizio due. Il prozio è l'isotopo più diffuso in natura, e ammonta al 99,985% dell'idrogeno.
Qual è l'elemento più raro sulla Terra?
Con la possibile eccezione del francio, l'astato è l'elemento più raro in natura. Si stima che l'intera crosta terrestre ne contenga in tutto meno di 28 grammi.
Che parentela c'è tra zio e nipote?
Tra zio e nipote c'è una parentela in linea collaterale di terzo grado, perché si contano tre persone (nipote, genitore, nonno) e si sottrae lo stipite comune (il nonno, nel caso dello zio), formando un legame che non è diretto ma passa per un antenato comune.
Chi è il procugino?
il procugino, o cugino di secondo grado, è definito come il figlio del cugino del soggetto o, alternativamente, come figlio di un prozio.
Chi è il biszio?
Per alcune persone, il fratello/sorella dei tuoi nonni è una prozia/prozio, ma per altri è una bis-zia/bis-zio.
Cos'è per me la nonna di mio marito?
Gli affini di secondo grado sono: nonno/ nonna del coniuge (affinità in linea retta); cognati (affinità in linea collaterale).
Come si chiama la sorella della nonna per il nipote?
E la sorella di tua nonna è tua zia-nonna o nonna-zia, a seconda di come la chiamano in quella famiglia.
Chi trasmette la bellezza ai figli?
I geni responsabili È emerso quindi che tratti specifici del volto quali la fossetta sottonasale, la zona sotto il labbro inferiore, la punta del naso, gli zigomi e l'angolo interno degli occhi sono trasferiti dai genitori ai figli mediante i geni.
Da due genitori 0 può nascere un figlio a?
Sul piano scientifico si può comunque affermare che da due genitori entrambi di gruppo 0 possono nascere solo figli di gruppo 0. Possono nascere figli di gruppo A (oppure 0) da due genitori 0 e A e figli di gruppo B (oppure 0) da due genitori 0 e B.
Quali sono le 5 frasi da non dire mai ai figli?
Ecco le frasi da non dire mai al tuo bambino
“Cosa c'è che non va in te?” . ... “Sei troppo suscettibile” . ... “Lasciami in pace” -. ... “Non mangiarlo se no ingrassi”. ... “Smetti di fare il bambino”. ... “Mi fai arrabbiare troppo”. ... “Sono triste per colpa tua”. ... “Mi hai deluso”.
Come si dice in modo elegante?
distinto, fine, accurato, chic, di gusto, signorile, ornato, raffinato, scelto, lindo, attillato, grazioso, garbato, squisito, gentile, leggiadro, di classe || sottile, fiorito, ingegnoso, forbito, elaborato, intelligente.
Perché non si può dire siccome che?
Si tratta di una forma scorretta e popolare. Era usata in passato, seppur raramente, nello scritto. Si trovano alcune testimonianze in testi di fine Settecento e inizio Ottocento, con un significato a metà tra il paragone e la causalità. “Siccome che” oggi è relegato ai dialetti e ai contesti più informali.
Si dice corredata da o corredata di?
Ancora un esempio: osserviamo la differenza tra “Invio il libro corredato delle mie ultime correzioni” e “Invio il libro corredato dalle ultime correzioni della redazione”: usiamo il di in quella in cui il mezzo è più percepibile e il da in quella in cui si può pensare che sia l'agente o la causa efficiente.