Dopo la morte, il corpo subisce trasformazioni cromatiche dovute all'arresto della circolazione. Inizialmente, la pelle diventa pallida e fredda. Entro poche ore, si sviluppa il livor mortis (macchie ipostatiche), che causa una colorazione dal rosa/viola al nero-bluastro nelle parti basse del corpo. Successivamente, la putrefazione porta a colorazioni verdastre e infine bruno-nerastre.
Cosa significa quando il corpo diventa nero dopo la morte?
La necrosi cutanea è la morte irreversibile delle cellule della pelle e dei tessuti sottostanti, spesso causata da un'interruzione dell'apporto di sangue, infezioni, traumi o esposizione a sostanze tossiche.
Questa forma di cianosi è una condizione dovuta a una desaturazione di ossigeno sistemica. Si può parlare di cianosi centrale quando almeno un terzo del valore totale di emoglobina normale (nelle donne tra i 12 e i 16 grammi per decilitro, mentre negli uomini tra 13,5 e 17 g/dl) non è ossigenato.
Quando il cuore non è più in grado di pompare sangue in modo efficace, il viso perde il suo colore naturale, i lineamenti si fanno scavati e la pelle appare fredda e livida. Questo accade in caso di infarto del miocardio, shock cardiogeno o arresto cardiaco.
Il cuore, a distanza di 24 h dalla morte, continua a presentare movimenti fibrillatori dell'atrio destro. Ogni vita residua viene a cessare quando si esauriscono le riserve di ossigeno e inizia l'acidificazione dei tessuti.