Quando si parla a sproposito?

Domanda di: Dott. Marianita Marchetti  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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A sproposito, locuz. avv., fuor di proposito, inopportunamente, in modo non attinente (contrario di a proposito, v. proposito): fare una cosa a s.; parlare, rispondere, interloquire a s.; parlava molto e sempre a s., una gaffe dopo l'altra (Palazzeschi).

Chi parla a sproposito?

Non si può escludere del tutto una confusione tra sparlare e straparlare, il cui significato ('parlare troppo e a sproposito') è un po' più vicino a quello di sproloquiare.

Come si chiama una persona che parla troppo?

agg. [che abbonda di parole, per lo più inconcludenti: oratore, scrittore p.] ≈ chiacchierone, logorroico, loquace, prolisso, verboso. ‖ ribobolaio.

Chi parla ma non fa?

chiacchierone, ciarliero, ciarlone, loquace, verboso. ‖ estroverso. taciturno agg.

Chi parla male di qualcuno?

[che parla male alle spalle altrui e accusa falsamente: è una donna m.] ≈ calunniatore, diffamatore, linguacciuto, (lett.) maledico, maligno, (non com.) malparlante.

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