Il coma di terzo grado può evolvere in morte cerebrale o risultare reversibile, anche se con significative conseguenze; Coma di 4° grado (o quarto stadio): è lo stato più grave e profondo di incoscienza; corrisponde alla condizione di coma irreversibile o morte cerebrale.
Salvo che il soggetto interessato non si svegli, lo stato di coma vero e proprio ha una durata canonica compresa tra le 4 e le 8 settimane. Dopodiché evolve e, in base alla gravità delle cause scatenanti, può diventare: stato vegetativo oppure stato di minima coscienza.
La probabilità che una persona uscita dal coma recuperi il suo normale stato di salute dipende in gran parte dalla gravità, dalla causa della lesione cerebrale, dall'età del paziente e dal tempo trascorso in stato comatoso. In genere, il recupero è graduale e all'inizio il paziente può essere molto agitato e confuso.
Inoltre, una persona in coma non risponde normalmente a stimoli, luce o suono; manca un normale ciclo sonno-veglia e non avvia azioni volontarie, non essendo in grado di sentire, parlare, ascoltare o muoversi consapevolmente. Chi è in coma avrà anche riflessi di base molto ridotti come la tosse e la deglutizione.
Uno stato vegetativo è classificato come persistente quando si protrae per un tempo superiore alle 4 settimane; è invece definito permanente quando la sua durata va dai 6 ai 12 mesi. Tale distinzione è solo formale, in quanto le (poche) possibilità di recupero sono le stesse.