Quando si può licenziare una lavoratrice madre?

Domanda di: Armando D'angelo  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Le lavoratrici non possono essere licenziate dall'inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Il licenziamento eventualmente intimato è nullo e la lavoratrice ha diritto alla riammissione in servizio e alle retribuzioni medio tempore maturate.

Quando si può licenziare dopo la maternità?

Ai sensi dell'art. 2, comma 2, Legge n. 1204/1971 è nullo il licenziamento intimato alla lavoratrice dall'inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino. Nel malaugurato caso in cui il bambino nasca morto, il divieto di licenziamento vige nei tre mesi successivi al parto.

In quale momento scattano le tutele a favore della lavoratrice madre?

Un mese precedente al parto e 4 mesi successivi, previo parere medico preventivo. 5 mesi successivi al parto, qualora il medico specialista e il medico competente sulla salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante (ddl 1334 Legge di Bilancio 2019).

Cosa spetta ad una madre lavoratrice?

Per tutto il periodo del congedo per maternità, le lavoratrici hanno diritto ad una indennità giornaliera pari all'80% della retribuzione. Molti contratti collettivi pongono a carico del datore di lavoro il pagamento del restante 20%, così da assicurare alla lavoratrice l'intera retribuzione.

Da quando il datore di lavoro può licenziare?

Il datore di lavoro può procedere a licenziare per motivi legati a crisi aziendale o ad un cambiamento nell'organizzazione del lavoro. Per esempio, in caso di calo nella produzione che mette in crisi l'azienda, il datore di lavoro, dimostrando di migliorare la situazione dell'azienda, può licenziare il lavoratore.

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