Il congiuntivo presente si usa per esprimere dubbi, desideri, opinioni o incertezze nel presente o futuro (es. Credo che lui venga), spesso con verbi principali al presente o futuro. Il congiuntivo imperfetto si usa per le medesime finalità ma quando la principale è al passato (es. Credevo che lui venisse) o per esprimere ipotesi/desideri irreali o poco probabili.
Quando si usa il congiuntivo presente e quando si usa l'imperfetto?
Se si parla di un'azione passata e completata, si usa il passato prossimo con l'ausiliare (avere o essere) al congiuntivo presente e il participio passato (come il passato prossimo). Se si parla di un'azione incompleta nel passato, si usa l'imperfetto del congiuntivo nella subordinata.
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Il congiuntivo imperfetto è la forma verbale della lingua italiana usata in genere nella proposizione subordinata laddove la principale al passato esprime insicurezza: Speravo che tu fossi sincero.
Qual è la differenza tra il congiuntivo passato e l'imperfetto?
se vuoi esprimere un'azione avvenuta ancora prima nel passato rispetto al tempo passato della principale, devi usare il trapassato congiuntivo (anteriorità) se vuoi esprimere un'azione avvenuta nello stesso tempo passato, devi usare l'imperfetto congiuntivo (contemporaneità)