Quando si usa la metonimia?

Domanda di: Dr. Mietta Giuliani  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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La metonimia è una figura retorica molto utilizzata sia nella poesia che nella prosa. Questa particolare figura retorica consiste nel trasferimento di significato da una parola all'altra in base a una relazione di vicinanza, mettendo in essere un trasferimento di significato.

Come capire se è una metonimia?

Ecco un trucchetto per differenziarle e comprendere al meglio il caso specifico: avrai metonimia in caso di una contiguità spaziale, temporale o causale tra i termini; avrai sineddoche invece se la contiguità sarà semplicemente esprimibile in termini di maggiore o minore estensione.

Perché si usa la metonimia?

La metonimia (dal gr. metōnymía; lat. denominatio, transnominatio) è una figura retorica (➔ ) tradizionalmente inserita tra i tropi, in quanto produce il 'sovvertimento' del significato proprio di una parola in un significato detto figurato per effetto della sostituzione di un'altra parola.

Che differenza c'è tra la sineddoche e la metonimia?

Per certi versi la metonimia sembra essere molto simile alla sineddoche, ma cambia per una cosa in particolare: la sineddoche, infatti, tende ad esprimere una relazione di tipo quantitativo tra i due termini, mentre la metonimia esprime un tipo di rapporto qualitativo tra due termini.

Che tipo di metonimia?

Metonimia basata su materia/oggetto: la parola legno sta per barca (in quanto fatta con il materiale legno). Metonimia basata su materia/oggetto: la parola carte sta per poema (in quanto scritta su fogli di carta). Metonimia basata su astratto/concreto: Leopardi utilizza il termine virtù per dire: persone virtuose.

Lezione 7. Che cos'è la metonimia?