Domanda di: Dr. Rosalino Ferri | Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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Il fermo amministrativo della macchina (o "ganasce") scatta principalmente per debiti non pagati come cartelle esattoriali, multe stradali, bollo auto, IRPEF o TARI non versati. Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può inviare un preavviso: se il debito non è regolarizzato nei 30 giorni successivi, il fermo diventa attivo.
Entro 10 giorni dalla notifica del pignoramento auto, il debitore si troverà obbligato a consegnare il veicolo all'Istituto Vendite Giudiziarie. Mentre, in caso contrario interverrà la polizia e al creditore sarà data la possibilità di chiedere al giudice ed ottenere, la vendita forzata dell'auto.
Che valore deve avere l'auto per essere pignorata?
Ai sensi del comma 3 dell'art. 515 c.p.c., è possibile il pignoramento dei beni indispensabili per l'esercizio della professione, dell'arte o del mestiere del debitore, ma soltanto nei limiti del valore di un quinto, qualora gli altri beni non siano sufficienti a soddisfare il creditore.
Sono posti dei limiti soltanto all'Agenzia delle Entrate Riscossione, che non può eseguire il fermo se il veicolo è di proprietà di un soggetto con handicap. In realtà è necessario precisare che tale divieto non è contenuto in nessuna legge specifica, ma rilevato in via interpretativa dai giudici.
La soluzione più semplice per evitare il pignoramento dell'auto è quella di pagare il debito. Soprattutto se si tratta di un importo di modica entità, sul quale vanno calcolati interessi e spese giudiziarie.