Un impianto elettrico può essere considerato a norma di legge se certificato dalla dichiarazione di conformità. La dichiarazione di conformità è quel documento nel quale il professionista abilitato attesta la messa in regola di un impianto. La normativa che regolamenta tale rilascio è il Decreto Ministeriale 37/2008.
Come capire se l'impianto elettrico (non) è a norma
Una cosa semplice da fare è verificare che i prodotti che sono montati nell'impianto rechino il marchio CE o CEI: se questo marchio è assente, vuol dire che il prodotto non rispetta le normative europee.
Per essere a norma, un impianto elettrico deve essere dimensionato in potenza: fino a 3 kW in per superfici fino a 75 metri quadri e 6 kW per le altre. Importante è poi la protezione differenziale, devono essere installati 2 interruttori che garantiscano la continuità di servizio.
Un impianto elettrico a norma ha tutte le sue componenti che rispecchiano le caratteristiche e le prescrizioni normative. Sono previsti, infatti, un numero di punti luce e di interruttori minimi in base alla dimensione dell'appartamento.
Quali sono i tre requisiti che se verificati consentono di ritenere comunque adeguato un impianto elettrico realizzato prima del 13 marzo 1990 *?
Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con ...