I significati temporali sono di norma espressi da prefissi che indicano primariamente valori spaziali, anche se alcuni di essi (pre-, post-) sono attualmente utilizzati più con valore temporale che spaziale. Anche molti prefissi negativi e alterativi hanno origine da impieghi spaziali.
Il prefisso negativo in- è usato principalmente per esprimere valore contrario, premesso soprattutto ad aggettivi che esprimono concetti graduabili: incapace, incerto, inefficace, insicuro, inutile.
Il prefisso è l'elemento che si attacca prima della parola base (mettere→pre-mettere). Il suffisso è l'elemento che si attacca dopo la parola base (giornale→giornal-ista). L'infisso è l'elemento che si inserisce tra la base e il suffisso (campo→camp-ic-ello).
Derivati mediante prefissi. I derivati con prefissi appartengono alla stessa categoria grammaticale della base. I più produttivi in italiano sono a-, di-, de-, in-. I verbi parasintentitici sono formati da basi nominali e aggettivali con l'aggiunta di un prefisso: addentare, incenerire, ecc.
Perché in alcune parole il prefisso in Diventa IM?
In- Davanti a parole che cominciano per b oppure p, il prefisso diventa im-; davanti a parole con l, m, n oppure r la n del prefisso si assimila al suono della parola seguente (es. illogico, immedesimarsi, irriducibile).