Domanda di: Sebastian Damico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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imposta di registro: questa solitamente corrisponde, nel caso di immobili a uso abitativo, al 2% del valore del canone annuo di affitto. Tale valore deve essere poi moltiplicato in base al numero di annualità previste nel contratto e può essere saldato in un'unica soluzione, oppure suddiviso in più rate.
La cedolare secca prevede una tassazione fissa con aliquota del 21% del canone per contratti di locazione a canone libero e del 10% per i contratti a canone concordato. In questo caso, l'imposta verrà applicata sul 100% del canone di locazione e il proprietario non avrà diritto a deduzioni e detrazioni.
Questo si ottiene sottraendo un forfait del 5% dal canone lordo annuale percepito. Quindi: 700€*12= 8.400€-5%= 7.980€ (avendo sottratto 420€). Consideriamo ora l'aliquota Irpef.
Pagare meno tasse sul contratto di locazione è possibile. Ciò è possibile grazie ad un'attestazione in base alla quale il proprietario dell'appartamento paga un importo ridotto (pari al 10%) rispetto a quello ordinario (del 21%), meccanismo della cedolare secca.
Basti pensare che in Italia il rendimento lordo dato dall'acquisto di un negozio per affittarlo, è pari al 12%, contro l'11,6% di un anno fa; il 9% è dato dagli uffici, contro l'8,7% del precedente anno; e il 7,2% dai garage, rispetto al 6,9% dello stesso periodo del 2021.