Il riso integrale è raccomandato da inserire nella dieta in media 2-3 volte a settimana, con porzioni di circa 50-80 grammi a crudo. Sebbene sia salutare e ricco di fibre, una frequenza limitata aiuta a variare i cereali e a ridurre il rischio di assunzione di arsenico.
Dal punto di vista nutrizionale il riso integrale è una buona fonte di vitamine del gruppo B, alleate del buon funzionamento del metabolismo, di potassio amico della salute cardiovascolare, di calcio e fosforo utili per la salute di ossa e denti, di rame e ferro necessari per la produzione di globuli rossi e di selenio ...
Il riso integrale è ricco di magnesio e fibre, che aiutano entrambi a controllare i livelli di zucchero nel sangue. La ricerca suggerisce che mangiare regolarmente cereali integrali, come il riso integrale, aiuta a ridurre i livelli di zucchero nel sangue e il rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
Quali sono le controindicazioni del riso integrale?
Il riso integrale, pur essendo nutriente, presenta controindicazioni per chi soffre di disturbi intestinali (reflusso, gastrite, diverticolosi) a causa della fibra e può ridurre l'assorbimento di minerali (ferro, zinco) per via dell'acido fitico; inoltre, accumula più facilmente arsenico rispetto al riso bianco, richiedendo moderazione e attenzione alla provenienza. È sconsigliato in fase acuta per malattie infiammatorie croniche intestinali e da valutare con cautela in caso di sensibilità digestiva.