In presenza di febbre, la frequenza cardiaca aumenta tipicamente sopra i 100 battiti al minuto (tachicardia) in condizioni di riposo, poiché il corpo richiede maggiore energia. Si riscontra un innalzamento del battito cardiaco, spesso accompagnato da altri sintomi come brividi, sudore e stanchezza, dovuto allo stato infiammatorio.
La temperatura si può rilevare in più zone del capo che hanno tutte in comune un maggiore afflusso sanguigno come quella frontale (la parte più scansionata) e vicino l'orecchio, e anche sul collo e sulla piega interna del polso.
I valori di riferimento per la frequenza cardiaca a riposo sono: inferiori a 60 battiti (al minuto): bradicardia. tra 60 e 90-100 battiti al minuto: normale. oltre i 100 battiti al minuto: tachicardia.
dai 36.4 ai 36.7 gradi centigradi è considerata normale; sopra i 37° e fino ai 37.4° viene considerata febbricola; oltre i 37.5° si considera febbre; oltre i 38° febbre maligna.
Perché quando si ha la febbre il cuore batte più forte?
In caso di sforzi fisici la frequenza cardiaca aumenta per poter garantire un apporto di sangue maggiore e una conseguente maggiore ossigenazione tissutale. In caso di febbre, la frequenza cardiaca aumenta perché aumentano le richieste energetiche da parte dell'organismo.