Domanda di: Flaviana Sala | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026 Valutazione: 4.1/5
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In Italia si registrano mediamente circa 20-40 casi confermati di botulismo alimentare all'anno. Nonostante l'incidenza sia tra le più alte in Europa a causa della tradizione delle conserve casalinghe, il numero di casi accertati è relativamente basso, con circa 500-600 casi totali confermati in laboratorio nell'arco di trent'anni (1986-2022).
In Italia il botulismo alimentare è relativamente diffuso. Oltre ai recenti casi registrati in Calabria e in Sardegna, nel periodo 2001-2020, al sistema di sorveglianza nazionale del botulismo sono stati segnalati 1.039 casi clinici sospetti e ne sono stati confermati in laboratorio 452.
Il numero di decessi è stato di 14 e il tasso medio di letalità della malattia pari al 3,1%; tale tasso di letalità è diminuito passando dal 3,8% del periodo 2001-2011 al 2,6% del 2012-2020. Nella Figura 2 è riportato l'andamento delle segnalazioni dei casi sospetti e confermati di botulismo per anno.
In Italia, gli alimenti di produzione domestica che maggiormente sono responsabili dei casi di botulismo sono le olive nere in acqua, le conserve di funghi sott'olio, le conserve di cime di rapa, le conserve di carne e di pesce (soprattutto tonno).
Finora quattro persone sono morte in Italia a causa del botulino, uno dei batteri più pericolosi per la salute alimentare. I focolai hanno colpito Sardegna e Calabria, scatenando ricoveri e l'attivazione immediata dei protocolli di emergenza sanitaria.