Domanda di: Dr. Cleopatra Galli | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2026 Valutazione: 4.1/5
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Nel Medioevo si facevano in media otto-dieci figli per coppia. L'alto numero di nascite era necessario per contrastare l'elevata mortalità infantile e infantile, garantendo braccia per il lavoro contadino. Le donne si sposavano giovani (16-18 anni) e partorivano per gran parte della loro vita fertile.
il tasso di natalità si assestasse attorno al 35-40‰; verosimilmente non raggiunse mai il 50‰, livello toccato da alcuni Paesi dell'Africa subsahariana all'inizio del XXI sec. Tra il 1800 e il 1860 oscillò tra il 36,9‰ (1809-16) e il 26,7‰ (1853-55), mentre dal 1860 al 1880 si situò al 30‰ ca.
Tali matrimoni non duravano quasi mai più di dieci-quindici anni, in quanto erano condizionati dalle uccisioni in guerre per gli uomini e dalla pericolosità dei parti per le donne, le quali, nell'arco delle loro fertilità, mettevano al mondo circa otto-dieci figli, lasciandoli spesso orfani.
Un tempo si facevano tantissimi figli in primo luogo perché erano forza-lavoro e braccia che aiutavano in casa (se pensiamo alla società contadina). Anche quando non lavoravano fuori si occupavano dei fratelli più piccoli e raramente la madre poteva stare dietro a tutti.
I posti di agiamento nei castelli e nelle piazzeforti, costituiti da un banchetto-sedile di pietra con un foro di evacuazione, vengono organizzati in “ritirata” (in luogo appartato) all'interno delle spesse muraglie, sia per comodità, sia per discrezione.