Domanda di: Ing. Flaviana Caruso | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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A tutto questo si aggiunge quanto visto prima: i limiti delle soglie di esenzione, validi ancora oggi nel 2022, sono fino a 4 euro giornalieri per il buono pasto cartaceo e fino a 8 euro giornalieri per il buono pasto elettronico.
Vantaggi per i liberi professionisti con P. IVA, titolari di azienda, soci, ditte individuali: l'IVA al 10% detraibile per i buoni pasto elettronici, per cui dalla dichiarazione dei redditi è possibile scaricare il 75% delle spese e integralmente l'IVA al 10% fino a massimo il 2% de fatturato annuo.
Ogni mese il dipendente riceve un numero di buoni pasto pari al numero di giornate lavorative effettuate nel mese precedente. Il lavoratore può spendere i suoi ticket negli esercizi affiliati, i quali ritirano i buoni come corrispettivo di pagamento per l'acquisto di pasti già pronti o di generi alimentari.
Quando il datore di lavoro è obbligato a dare i buoni pasto?
Il datore di lavoro non è obbligato a concedere ai propri dipendenti i buoni pasto, a meno che non sia specificamente previsto dal CCNL applicato, nella contrattazione individuale o nella contrattazione decentrata (aziendale e/o territoriale).
A quanto ammontano i buoni pasto? L'importo minimo di un buono pasto è di 2 euro, mentre l'importo massimo è di 15 euro. Solitamente, le aziende erogano ai propri dipendenti buoni di un valore facciale compreso tra 5 e 10 euro.