Il compenso di un curatore fallimentare (ora definito curatore nella liquidazione giudiziale) è stabilito dal tribunale in base a percentuali sull'attivo e sul passivo, con un minimo di circa € 811,35 - € 1.549,37, potendo raggiungere diverse migliaia di euro in procedure complesse. Le spese e i compensi sono a carico della procedura stessa.
Per quanto riguarda il tribunale, il curatore deve presentare, come in ogni fallimento, la sua richiesta di liquidazione, che il tribunale liquiderà mettendo il compenso a carico dell'Erario.
In forza di tale disposto normativo il compenso del curatore dovrebbe essere liquidato in una misura compresa tra lo 0,50% ed il 3% del totale della massa attiva ereditaria, con un onorario minimo € 1.549,37.
Quanto tempo ci vuole per nominare un curatore fallimentare?
Il curatore del fallimento viene nominato nel momento in cui viene aperta la procedura, mediante la sentenza dichiarativa di fallimento: egli è dunque scelto dal medesimo tribunale che apre la procedura fallimentare e dal medesimo collegio che ha assunto tale decisione.
L'istanza di liquidazione giudiziale, salvo le esenzioni previste dalla legge (ad esempio per i lavoratori), sconta un contributo unificato in misura fissa dell'importo di Euro 98,00, oltre, ovviamente, al pagamento della marca da bollo di Euro 27,00.