L'Italia ha una significativa dipendenza economica dalla Cina, soprattutto per l'importazione di materie prime critiche, semiconduttori, componenti elettronici e batterie per auto, con un elevato disavanzo commerciale. Nonostante un calo recente delle importazioni (47,6 miliardi di euro nel 2023), la Cina rimane un fornitore strategico e dominante in settori tecnologici e industriali chiave.
Nello stesso periodo, il valore aggregato delle importazioni italiane dalla Cina è stato pari a 47,6 miliardi di euro, in calo del 17,8% rispetto al 2022. Si tratta di una tendenza al ribasso che si protrae ininterrottamente da dicembre 2022.
La Cina è il terzo partner commerciale dell'UE per quanto riguarda beni e servizi combinati, mentre l'UE è il principale partner commerciale della Cina.
L'interesse non nasce più dal folklore o dal lifestyle, ma dai numeri. Le operazioni di investimento cinese in aziende italiane (中国投资意大利企业) sono in aumento, così come le richieste per costruire holding, società semplici e strutture familiari stabili (家族财富架构). Chi si muove oggi non cerca più un acquisto.
Quanto detiene la Cina del debito pubblico italiano?
Mancano cifre ufficiali del Tesoro ma secondo le stime più accreditate i cinesi deterrebbero circa il 4% del debito pubblico italiano (almeno sul mercato primario), che ammonta a 1.900 miliardi di euro (quasi il 120% del Pil).