In Italia, la ricerca dell'oro è principalmente un'attività hobbistica o semi-professionale, con guadagni medi che si aggirano tra i 30 e i 50 euro al giorno. Tuttavia, considerando i costi di attrezzatura, i giorni di ricerca infruttuosi e le spese di lavorazione (fusione/certificazione), il guadagno netto reale spesso si riduce a circa 15-20 euro giornalieri.
Sì, è possibile cercare oro in Italia, soprattutto nei fiumi del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto) e in Toscana, ma è un'attività regolamentata, spesso hobbistica, che richiede l'uso di strumenti manuali (come la batea) e il rispetto di normative regionali, come limiti di quantità (es. 5g/giorno in Piemonte) e divieto di mezzi meccanici, con la necessità di permessi specifici in alcune regioni come il Piemonte per l'iscrizione al registro regionale.
La quantità di oro recuperabile nei fiumi italiani è generalmente modesta. I cercatori amatoriali possono aspettarsi di trovare pagliuzze o piccole pepite del peso di pochi milligrammi dopo ore di lavoro. Raramente si superano i pochi grammi in una giornata fortunata.
Si stima che un membro del cast frequente medio (ad esempio un Doumit o un Ruault) guadagni $ 150.000-250.000 a stagione, con i capi miniera che guadagnano circa il doppio.