Domanda di: Dott. Nadir Ferri | Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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Per il trattamento PRP (Plasma Ricco di Piastrine), si prelevano solitamente tra i 20 e i 40 ml (o cc) di sangue venoso dal paziente. Questa modica quantità viene poi centrifugata per separare le componenti ematiche, ottenendo circa 2-5 ml di plasma concentrato ricco di fattori di crescita.
Il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) si ottiene prelevando al paziente del sangue venoso che viene sottoposto a centrifugazione. La metodica di preparazione consente di ottenere con un prelievo di circa 20 ml di sangue 2-3 ml di PRP ad alta concentrazione, dopodiché il concentrato ottenuto è iniettato al paziente.
La modalità di preparazione del PRP inizia con il prelievo del sangue venoso del paziente (20 – 30 cc). A seguito del prelievo, le provette di sangue vengono inserite in un apposito sistema di centrifugazione. Grazie ad esso, è possibile separare, sfruttando le differenze di densità, i globuli rossi dal plasma.
La quantità di sangue prelevata per gli esami varia a seconda del numero e del tipo di analisi: il volume del campione può andare da pochi millilitri (circa 2-5 ml per un singolo esame) fino a circa 20-30 ml per un check-up completo.
Quali sono in sequenza le fasi di preparazione del PRP?
Il processo di preparazione del PRP
Centrifugazione: il sangue viene posto in una centrifuga per separare le piastrine dal plasma e dai globuli rossi; Raccolta del plasma ricco di piastrine: si estrae il plasma che contiene un'alta concentrazione di piastrine; Iniezione: il PRP viene iniettato nella zona da trattare.