Questo significa che nel periodo interessato dalla norma del decreto Aiuti bis , ossia tra luglio e dicembre 2022 queste fasce di retribuzione hanno un importo complessivo di sconto contributivo che si traduce in maggiore netto in busta paga che vale da 50 euro a 185 euro per i 6 mesi.
Il cuneo fiscale, nel concreto, è dato dalla differenza tra lordo e netto della busta paga di un lavoratore. In sostanza, è l'ammontare complessivo di imposte e contributi legati al salario e che, di fatto, lo fanno scendere solitamente dai 300 ai 700 euro di media a danno del lavoratore.
Come spiegato nella Circolare n° 7 del 24-01-2023, possono accedere al taglio del cuneo fiscale tutti i lavoratori dipendenti di datori di lavoro, pubblici e privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore.
Partendo dal presupposto che l'aumento è reale solo per chi guadagna meno di 25mila euro l'anno, l'incremento è di circa 13 euro mensili sugli stipendi di 1.300 euro. Che salgono a 15 per chi guadagna 1.500 euro mensili e a 19 per chi ne guadagna 1.900.
Secondo le prime stime, la riduzione del cuneo porterebbe circa 15 euro in più al mese ai lavoratori con redditi da 8.000 euro fino a 24.000, 33 euro in più al mese per la fascia di reddito fino a 26.000 euro e 95 euro in più per la fascia fino a 35.000 euro.