All'interno di questo enorme pianeta "discenderesti per sempre nell'atmosfera gassosa fino a quando non sarai schiacciato dalla pressione degli strati del pianeta". Il tasso di sopravvivenza è di meno di un secondo. Lo stesso vale per i "colleghi" gassosi Saturno, Urano e Nettuno.
Dopo essere precipitato per centinaia di chilometri, raggiungeresti una regione composta da idrogeno metallico, con pressioni che arrivano fino a 2 milioni di atmosfere. Qui le temperature si avvicinano ai 9.000 gradi Celsius, facendo brillare tutto l'ambiente circostante.
Non è possibile camminare su un pianeta gassoso come Giove, Saturno, Urano o Nettuno. «Questi pianeti non hanno una superficie solida, quindi non ci potremmo “mettere piede” per camminare», spiega Gianluca Ranzini, astrofisico di Focus. «In altre parole, affonderemmo al loro interno».
Si chiama Gliese 581g ed è il primo pianeta potenzialmente abitabile, dopo centinaia di pianeti extrasolari individuati negli ultimi anni sempre troppo vicini o troppo distanti dalla loro stella o con caratteristiche incompatibili con la vita. Stavolta, invece, i connotati sembrano proprio quelli giusti.
Allo stato attuale, la vita umana non sarebbe possibile, senza adeguate protezioni, per più di un minuto sulla superficie di Marte; si tratta, ad ogni modo, delle condizioni più favorevoli presenti nel sistema solare, ben lontane dal clima torrido di Mercurio e Venere, dalle gelide temperature dei corpi gassosi del ...