Le persone di bassa statura tendono a vivere più a lungo rispetto a quelle alte, grazie a fattori genetici legati alla longevità, come livelli di insulina più bassi e una minore incidenza di cancro. Ricerche, come quella dell'Università delle Hawaii, indicano che individui al di sotto di 158-164 cm possono avere una vita più lunga e sana.
Può essere accompagnato da ritardo cognitivo e disabilità di vario tipo. L'aspettativa di vita dipende dalla causa e dalla possibilità di trattarla con farmaci o con la chirurgia. In malattie come il nanismo primordiale, è molto limitata (35 anni).
Uno studio scientifico ha analizzato la correlazione statistica tra la statura corporea e l'aspettativa di vita media negli esseri umani. I dati emersi suggeriscono che le persone con un'altezza inferiore ai 175 centimetri potrebbero vivere in media circa cinque anni in più rispetto a chi supera questa soglia.
Per entrambi i sessi la perdita inizia all'età di circa 30 anni e accelera con l'aumentare dell'età. La perdita cumulativa di altezza dai 30 ai 70 anni è in media di circa 3 cm per gli uomini e 5 cm per le donne; dall'età di 80 anni, aumenta a 5 cm per gli uomini e 8 cm per le donne.
Il decadimento fisico è un processo graduale che inizia già intorno ai 30 anni con una lenta perdita di massa muscolare e rallentamento del metabolismo, diventando più evidente tra i 50 e i 60 anni, quando i cambiamenti (forza, elasticità, densità ossea) sono più marcati. Tuttavia, è un processo individuale influenzato da stile di vita e genetica, e si può rallentare con alimentazione e attività fisica.