Domanda di: Dr. Lisa Costa | Ultimo aggiornamento: 6 aprile 2026 Valutazione: 5/5
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L'espressione "a me mi piace" è considerata grammaticalmente scorretta o pleonastica (ridondante) nella lingua italiana formale, poiché ripete il pronome ("a me" + "mi"). Tuttavia, è ampiamente accettata e comune nel parlato informale, specialmente per dare enfasi, ed è spesso usata nel linguaggio colloquiale e goliardico.
Di solito si usa la forma più forte a me quando si ha bisogno di dare più enfasi o mettere le cose in chiaro. Chi ti ha detto di ordinare una capricciosa per me? A me piace la pizza con la bufala.
Ma attenzione: non dimentichiamo che la frase non solo corretta, ma anche preferibile nel novanta per cento dei casi è “a me piace”, e così dicasi per gli altri esempi: “a me non la dai a intendere”, “lo so che a te non va questa faccenda”, “a voi non dirò più niente”.
Correttissimo. Nella frase principale, il predicato in forma negativa (non) piace viene completato dal pronome a me; nella coordinata (introdotta dalla congiunzione e) il predicato piacerà (anch'esso preceduto dal modificatore negativo di tempo mai) è completato dalla forma atona pronominale mi.