Sì, "se potessimo" è una forma corretta in italiano, utilizzata nel periodo ipotetico della possibilità (II tipo) o dell'irrealtà (III tipo), solitamente seguita da un condizionale presente o passato. È il congiuntivo imperfetto del verbo potere, usato per esprimere ipotesi, desideri o condizioni teoricamente realizzabili (es. "Se potessimo, verremmo").
l'uso del condizionale presente sia nella protasi sia nell'apodosi, in caso di ipotesi nel presente: non si dice: Se potrei, verrei. ma si dice: Se potessi, verrei.
> - potrebbe interrogare"; > - potesse interrogare". nella quale la subordinta condizionale non viene pronunciata. manca la reggente, ma il "se" deve essere seguito da congiuntivo..
Si usa il "se" + condizionale principalmente nelle domande indirette ("Mi chiedo se potrei aiutarti") per esprimere dubbi, o in rare costruzioni particolari, mentre nella maggior parte dei periodi ipotetici (situazioni immaginarie, improbabili, impossibili) la regola standard è "se" + congiuntivo (imperfetto o trapassato) nella protasi (la frase con "se") e condizionale nella reggente (apodosi) ("Se avessi tempo, andrei al cinema"). Usare il condizionale direttamente dopo il "se" in un periodo ipotetico è generalmente considerato un errore.
se la frase in questione parla di un evento concreto, al se deve seguire l'indicativo: “se piove, mi metto a scrivere” al contrario, se una frase esprime solo una possibilità o peggio ancora un evento quasi irrealizzabile, allora dovrai usare il congiuntivo: “se vendessi un miliardo di copie, mi ritirerei a vita”