Sì, una società cancellata dal Registro delle Imprese può fallire (o meglio, essere assoggettata a liquidazione giudiziale) entro un anno dalla cancellazione. Questa estensione temporale, prevista per tutelare i creditori, permette di dichiarare il fallimento se l'insolvenza si è manifestata prima della cancellazione o entro l'anno successivo.
La cancellazione di una società dal registro delle imprese ne determina l'estinzione, facendole perdere la soggettività giuridica, ma i rapporti giuridici preesistenti non si annullano: si trasferiscono ai soci (responsabilità entro i limiti di quanto riscosso) e, per 5 anni, l'Agenzia delle Entrate può agire per i debiti fiscali contro soci, liquidatori e amministratori, che rispondono personalmente. La società cancellata può ancora essere fallita entro un anno, e i creditori possono agire contro i soci o i liquidatori per i debiti residui, in base alle somme ricevute.
La società cancellata può fallire [30], ma il nuovo dettato fa sì che la cancellazione della stessa produca non solo un effetto estintivo, ma segni anche il dies a quo per calcolare l'anno entro il quale può sopraggiungere la declaratoria di fallimento [31].
Secondo l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 23341/24, i soci di una SRL estinta possono essere tenuti a rispondere dei debiti societari, ma solo nei limiti di quanto ricevuto in fase di liquidazione.
Qual è la differenza tra una società cessata e una cancellata?
In questa guida, si parlerà di “società cessata” riferendosi soprattutto al momento dell'operatività definitivamente interrotta (es. fine della liquidazione e distribuzione finale), mentre “società cancellata” indica la rimozione dal Registro (momento di estinzione formale).