3 giorni di lutto devono essere consecutivi?

Domanda di: Ing. Noemi Pellegrino  |  Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2026
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I 3 giorni di permesso retribuito per lutto (per coniuge, convivente o parenti entro il 2° grado) non devono necessariamente essere consecutivi. La normativa generale prevede la fruizione entro 7 giorni dall'evento, ma alcuni contratti collettivi (CCNL) o accordi aziendali potrebbero richiedere consecutività o offrire maggiore flessibilità.

Come si contano i 3 giorni di lutto?

I 3 giorni di permesso per lutto si contano a partire dal decesso, ma si possono usufruire entro 7 giorni dall'evento, escludendo dal calcolo i giorni festivi e non lavorativi (sabato, domenica, ecc.), a meno che il CCNL non preveda diversamente, e possono essere fruiti anche in modo non continuativo, ma solitamente sono consecutivi e decorrono dal giorno successivo all'evento se richiesto. È fondamentale avvisare subito il datore di lavoro e, al rientro, presentare la documentazione che attesti il decesso.
 

Come usare i giorni di lutto?

Il permesso per lutto in Italia garantisce 3 giorni retribuiti all'anno per la morte di familiari stretti (coniuge, convivente, parenti fino al 2° grado), da fruire entro 7 giorni dall'evento, anche non consecutivi, previa comunicazione al datore di lavoro e presentazione di certificato di morte o autocertificazione, essendo retribuito come normale giornata lavorativa.

Quali sono le regole per i permessi per lutto familiare in Italia?

53. Il permesso per lutto puo' essere fruito entro sette giorni lavorativi dal decesso. 2. A domanda del dipendente possono inoltre essere concessi, nell'anno, tre giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari, debitamente documentati.

Come funziona il permesso per lutto a ore?

Se il lavoratore dipendente si assenta dal lavoro per lutto richiedendo l'apposito permesso, gli viene riconosciuta una retribuzione oraria o giornaliera pari a quella di una normale giornata effettivamente lavorata.

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