Domanda di: Ing. Demi Sala | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Ad ogni raddoppio dell'intensità acustica corrisponde un aumento di 3 dB. Ad esempio, se alla voce di una persona, pari a 60 dB, sommiamo la voce di un'altra persona, avremo 60 dB + 60 dB = 63 dB. Per aumentare di altri 3 dB, sarà necessario sommare la voce di altre 2 persone.
Visti gli effetti sulla salute evidenziati per le varie fasce di esposizione al rumore notturno, le Linee guida dell'Oms Europa raccomandano che sia rispettata la soglia dei 40 dB durante le ore di sonno della maggior parte dei cittadini.
Una conversazione normale raggiunge mediamente un valore di 60 dB, dove una voce parlata misura 50 dB, mentre il brusio di un ufficio è intorno ai 65dB, la voce di una persona che ha un tono alto raggiunge i 70 dB e diventa già un rumore per le nostre orecchie.
I valori medi suggeriti dall'OMS sono di 55 dBA, ossia decibel ponderati, che considerano cioè la diversa sensibilità dell'orecchio alle diverse frequenze, nel periodo diurno (dalle 6 alle 22) e di 45 dBA in quello notturno (dalle 22 alle 6).
A cosa corrisponde una riduzione di 3 decibel del rumore?
Perciò, per esempio, un aumento di 3 dB nell'intensità di un suono corrisponde circa al raddoppio della sua intensità, e una diminuzione di 3 dB corrisponde ad un'intensità quasi dimezzata.