Domanda di: Dr. Concetta Silvestri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
(54 voti)
Allarme fondato, invece, per quanto riguarda il consumo dei crostacei, che deve avvenire – appunto – con moderazione, considerando che le eccessive proteine della polpa possono affaticare i reni. E ancora, i crostacei, la cui polpa è molo simile a quella del pesce magro, possono provocare intolleranze e allergie.
Alcuni crostacei di mare possiedono un contenuto di sodio abbastanza elevato, tale da renderli sconsigliabili nella dieta ordinaria di chi soffre di ipertensione.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare i crostacei?
Colesterolo e crostacei: nessuna messa al bando
Dato il legame tra colesterolo e crostacei è bene non esagerare con il loro consumo (né con quello dei molluschi). Meglio scegliere altri prodotti del mare, in particolare il pesce con omega 3 (come salmone, tonno, sgombro e spada), alleati della salute cardiovascolare.
Il legame tra colesterolo alto e crostacei è stato a lungo additato come pericoloso per chi soffre di ipercolesterolemia. Infatti, i crostacei sono alimenti che contengono una buona percentuale di colesterolo. In un etto di gamberi, ad esempio, vi è in media più colesterolo che in una tazza di latte.
Quali sono i crostacei che fanno male al colesterolo?
I crostacei (come aragoste, scampi, astici, gamberi etc.) sono stati per molto tempo “banditi” dalle diete di chi soffriva di ipercolesterolemia, essendo alimenti ad alto contenuto di colesterolo.