L'impiego dell'elettrobisturi nasce dalla necessità, durante gli interventi chirurgici, di minimizzare le perdite di sangue dovute alla recisione dei vasi sanguigni del paziente e per permettere ai chirurghi e agli operatori sanitari di lavorare in campo esangue.
Il bisturi elettrico funziona con un aumento di temperatura: in funzione dei tessuti sui quali è applicata la sua azione e in funzione del tempo di applicazione e della potenza elettrica trasmessa all'elettrodo, si determina l'azione di taglio e/o di coagulazione.
Le scintille elettriche generate nell'elettrodo attivo durante l'uso normale possono causare incendi se avvengono in presenza di sostanze infiammabili o se l'elettrobisturi viene usato in atmosfere con elevate concentrazioni di ossigeno, gas endogeni o protossido d'azoto.
Quale effetto entra in azione sui tessuti quando viene utilizzato l elettrobisturi?
L'elettrobisturi trova largo uso in chirurgia grazie al suo potere cauterizzante e coagulante istantaneo che blocca immediatamente emorragie al contatto con vasi sanguigni. Esso permette a seconda del suo utilizzo un'azione di taglio o di coagulo sul paziente operato.
Lo strumento più utilizzato in questa tecnica è la pinza bipolare, che ha un elettrodo attivo ad un'estremità e un elettrodo neutro all'altra. La corrente passa così direttamente da un'estremità all'altra della pinza. L'elettrodo neutro non ha qui alcuna funzione.