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A quale settimana di gravidanza si va in maternità obbligatoria?
L'astensione obbligatoria dal lavoro per maternità scatta normalmente a partire dal settimo mese di gravidanza e si prolunga fino al terzo mese dopo il parto.
Quali documenti servono per richiedere la maternità obbligatoria?
Quali documenti sono necessari per richiedere l'indennità di maternità?
Carta d'identità e codice fiscale del richiedente. Busta paga. Certificato medico di gravidanza. Certificato nascito neonato/neonata.
Che documenti servono per la maternità?
Per fare la domanda del congedo maternità obbligatoria, servono:
Carta d'identità del richiedente; Codice fiscale del richiedente; Ultima busta paga; Certificato di gravidanza telematico; Certificato di nascita; Eventuale certificato di adozione o affido pre-adottivo;
Come viene pagata la maternità?
Retribuzione. La prestazione economica di maternità a carico dell'INPS è pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente il mese di inizio del congedo (o nel caso di disoccupate o sospese, nell'ultimo mese di lavoro).
Quando viene rilasciato il certificato di gravidanza a rischio?
i 2 mesi precedenti la data presunta del parto (oltre ai giorni che separano la data presunta del parto da quella effettiva in caso di nascita avvenuta oltre il termine) e i 3 mesi successivi al parto.
Come sapere se l'INPS ha accettato la domanda di maternità?
Per controllare il pagamento del premio maternità del Comune, bisogna recarsi sul servizio online dell'Inps: fascicolo previdenziale del Cittadino ed inserire il codice fiscale della mamma e le credenziali Inps (Spid, Pin Inps, Carta di identità elettronica e carta nazionale dei servizi).
Cosa presentare al datore di lavoro per maternità obbligatoria?
La richiesta va indirizzata all'Inps e poi inviata al proprio datore di lavoro. La prima cosa da fare è avere dal proprio ginecologo un certificato che attesti lo stato interessante e indichi la data presunta del parto. Se il vostro è un medico del Servizio sanitario nazionale, questo certificato vi sarà sufficiente.
Cosa succede se si presenta la domanda di maternità obbligatoria in ritardo?
Nel caso di una domanda maternità obbligatoria in ritardo il rischio è quello di perdere l'assegno per l'indennizzo dalla data di scadenza della domanda fino a quella della sua approvazione. Per questo motivo è fondamentale presentarla entro il settimo mese di gravidanza, presso l'INPS, il Patronato o dal sito.
Come si fa a prolungare la maternità?
Una volta terminato il congedo obbligatorio, lo stesso può essere esteso sino a sette mesi dopo il parto a fronte di:
Condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della lavoratrice; Lavoratrice addetta a lavori pericolosi, faticosi o insalubri senza possibilità di essere spostata ad altre mansioni.
Chi rilascia il certificato di gravidanza per bonus mamma?
certificazione sanitaria rilasciata dal medico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o convenzionato ASL attestante la data presunta del parto o relativo numero di protocollo.
Che bonus ci sono per le donne in gravidanza 2023?
L'ammontare del bonus è di 354,73 euro per cinque mesi con l'importo che però viene erogato in una sola soluzione e cioè di 1.773,65 euro per figlio.
Quanto tempo impiega INPS a rispondere alla domanda di maternità?
Entro 7 giorni dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda la Direzione territoriale del Lavoro dovrà pronunciarsi in merito. Trascorso questo periodo di tempo, se non si ha risposta, la domanda si considera accolta.
Come si chiama il bonus di 1.700 euro?
L'Assegno di maternità dei Comuni è un sostegno economico concesso dal Comune di residenza ed erogato dall'INPS.
Quali sono i lavori considerati a rischio per la gravidanza?
7 del D. Lgs. n. 151/2001 specifica che è vietato adibire le lavoratrici a lavori che comportano trasporto, sia a braccia e a spalle, sia con carretti a ruote su strada o su guida, sollevamento dei pesi, compreso il carico e scarico e ogni altra operazione connessa.
Chi dà il certificato di gravidanza a rischio?
La lavoratrice madre che presenti complicanze durante il periodo di gravidanza, può presentare all'Azienda Sanitaria, domanda di astensione per gravidanza a rischio corredata da un certificato medico redatto da un ginecologo del SSN o da un ginecologo convenzionato.
Chi comunica al datore di lavoro la gravidanza a rischio?
Le lavoratrici in gravidanza devono comunicare il prima possibile lo stato di gravidanza al proprio responsabile di struttura, il quale ne informa il medico competente allegando una dichiarazione (scarica il modulo) con le mansioni e eventuali rischi della lavoratrice.
Quanto costa al datore di lavoro una dipendente in maternità?
Come spiega IPSOA «l'INPS eroga l'80% della retribuzione. Successivamente, il datore di lavoro eroga la differenza risultante tra l'indennità INPS lordizzata e la retribuzione normale che sarebbe spettata alla lavoratrice non in congedo». Il costo del lavoro che rimane a carico dell'azienda, quindi, è pari all'1,4%.