A cosa serve il cortisone durante la chemioterapia?

Domanda di: Dott. Rosaria Pellegrini  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023
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Il cortisone contribuisce a ridurre l'edema, migliorando spesso sensibilmente i sintomi che questo causa. I farmaci cortisonici si possono somministrare per bocca, per via intramuscolare o endovenosa, in genere una volta al giorno, al mattino, ma se necessario anche due o più volte al giorno, ogni 12 ore.

Quando si fa la chemioterapia a cosa serve il cortisone?

Gli steroidi (il cortisone) sono farmaci che si possono somministrare per provocare la morte delle cellule di mieloma, come anche per potenziare l'effetto della chemioterapia e delle terapie a bersaglio molecolare. Possono essere somministrati da soli o in combinazione con la chemioterapia.

Perché si prende il cortisone dopo la chemioterapia?

Esso è un farmaco sintomatico e pertanto non agisce alterando il meccanismo scaturente la patologia, ma allevia semplicemente il dolore causato dallo stimolo infiammatorio. Di conseguenza, una volta sospeso il trattamento, i sintomi si potrebbero ripresentare.

Quali sono i disturbi che può causare il cortisone?

L'assunzione di cortisone può provocare molti effetti collaterali di lieve entità, tra cui: mal di testa, capogiri, aumento dell'appetito, insonnia, sudorazione aumentata, digestione difficile, nervosismo.

Come smaltire il cortisone e chemioterapia?

Ecco di seguito alcuni consigli pratici per smaltire il cortisone e farmaci in generale in maniera naturale. Camminare almeno 1 ora ogni 2 giorni, meglio se camminata veloce, meglio se con il tempo riuscirai ad arrivare a 10 mila passi al giorno. Il movimento aiuterà a liberarsi prima delle tossine.

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