ECCO A COSA SERVE - Si tratta di una vera e propria taschina che preserva le parti intime, ne assorbe l'humus, evita le irritazioni da sfregamento o da contatto con fibre sintetiche come, per esempio, possono essere i collant.
Tutto inizia nell'Antico Egitto, quando nella tomba di Tutankhamon vengono ritrovati degli elegantissimi slip fatti con i tipici materiali preziosi con cui si usava decorare i Faraoni. Già gli egizi pensarono che fosse importante tutelare una parte così preziosa del proprio corpo, così nacquero le primissime mutande.
Non è stato sempre così: definite dalla Pompadour scrigno delle chiappe e da Anita Garibaldi sipario dell'amore, la loro storia inizia nel 3.300 a. C., data a cui risale un elegante slip formato da un triangolo di tessuto rinvenuto nel guardaroba del faraone Toutankhamon.
Di norma, per un'igiene perfetta e mantenere la zona intima pulita e priva di cattivi odori, si doivrebbe cambiare la biancheria intima una volta al giorno, in riferimento agli slip (per il reggiseno i tempi possono allungarsi anche a tre giorni, se si deterge e si mantiene asciutta la zona del seno e del sottoseno).
Per la salute dell'apparato genitale e riproduttore maschile, la soluzione migliore sarebbe quella di non indossare mutande: diminuisce il rischio di sudare e quindi la possibilità di contrarre infezioni cutanee, di surriscaldare i testicoli e quindi di diminuire la fertilità.