Domanda di: Enrica Longo | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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La prolessi è una figura retorica di tipo sintattico che consiste nell'anticipazione di una parte della proposizione o del periodo che nella costruzione normale andrebbe dopo, per mettere in evidenza un concetto o una parola.
Fornire al lettore qualche anticipazione sulla storia narrata: è questo lo scopo della prolessi, in inglese chiamata “flashforward“. Il termine viene infatti usato per indicare quella tecnica narrativa che consiste nello svelare agli spettatori gli eventi che si verificheranno in futuro.
Il termine, derivato dalla lingua greca ἀνάληψις, análēpsis, 'ripresa', indica il racconto di un fatto accaduto in precedenza. All'opposto, la prolessi, da πρόληψις, pròlēpsis (talvolta, in inglese, flashforward) rivela gli eventi che accadranno in futuro.
Figura retorica consistente nell'enunciare come contemporaneo di un'azione un fatto che ne sarà solo la conseguenza (per es.: si calmarono le placide onde, il cui senso è «si calmarono le onde, divenendo placide»).
Il concetto che questa parola spiega è quello di ripresa: si recuperano al presente accadimenti del passato. Ma non solo: si parla di analessi anche quando all'interno di una frase si ripete più volte la stessa parola o espressione, rafforzandola («Ci fu uno scroscio, uno scroscio di applausi»).