A cosa servivano le insulae?

Domanda di: Loredana Rinaldi  |  Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2023
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Le insulae sfruttavano infatti, come gli attuali condomini, lo spazio in altezza arrivando a raggiungere nel periodo imperiale, il sesto piano (e oltre), come la famosa Insula Felicles che si elevava su Roma come un grattacielo. Le insulae divennero presto il tipo di abitazione piu' diffuso a Roma.

Cosa c'era nelle insulae?

Questi edifici erano composti da un piano terra, in genere destinato a botteghe di vario genere (tabernae), dotate di un soppalco per deposito di materiali e/o alloggio degli artigiani più poveri, e da piani superiori, destinati agli alloggi, via via meno pregiati verso l'alto.

Perché le insulae non avevano i vetri alle finestre?

Sia per espletare i propri bisogni che per rifornirsi d'acqua, bisognava utilizzare le strutture pubbliche all'esterno. Inoltre, le finestre non avevano i vetri e per ripararsi c'erano solo le imposte di legno, per cui d'inverno o si soffriva il freddo o si stava al buio.

A cosa servivano le domus?

Destinate alle ricche famiglie patrizie, le Domus erano singole case private, in genere di un piano e si contrapponevano alle Insulae, le fatiscenti e poco confortevoli palazzine riservate alle classi povere della società e destinate alla coabitazione di un cospicuo numero di famiglie plebee.

Come venivano costruite le insulae?

Le case di città delle famiglie ricche erano spaziose e confortevoli. Erano costruite in mattoni o in travertino, la “pietra tiburtina” delle cave di Tivoli. Erano di uno o due piani e le finestre erano affacciate all'interno per evitare i rumori della strada.

Le case romane:LE INSULAE