Domanda di: Marianita De Angelis | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023 Valutazione: 5/5
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Cicerone è onesto per formazione etica e perché non è a capo di nessun partito. Il programma di Cicerone fallisce perché è inadeguato a risolvere la crisi della repubblica. Cicerone è un passatista, continua ad appoggiarsi alle vecchie strutture/istituzioni politiche (città stato come Roma dal V al III secolo).
A quale schieramento politico apparteneva Cicerone?
Cicerone occupò, per molti anni, anche un ruolo di primaria importanza nel mondo della politica romana: dopo aver salvato la repubblica dal tentativo eversivo di Lucio Sergio Catilina (e aver così ottenuto l'appellativo di pater patriae, padre della patria), fu un membro eminente della fazione degli Optimates.
Cicerone era un politico, ha agito direttamente, aveva capito che bisogna rinnovare la cultura: ha prodotto, infatti, un nuovo modello culturale, un nuovo modello di società, un nuovo modello di uomo (humanitas). Era un idealista, il suo pensiero era utopico, non è infatti riuscito a cambiare la realtà!
Cicerone, comunque, alla fine, era un uomo sincero quando difendeva la Repubblica: era convinto, infatti, che l'unica e vera forma di governo, la migliore per Roma, fosse la Repubblica, amministrata dal Senato.
Fortemente legato ai valori tradizionali del mos maiorum e all'ordinamento repubblicano, Cicerone elaborò un pensiero volto a garantire la sopravvivenza delle stesse strutture di governo repubblicane, minate da una forte crisi, tramite la ricerca di un ampio consenso all'interno della compagine sociale.