Virus e batteri muoiono generalmente a temperature superiori a 60-70°C tramite calore umido, con la maggior parte eliminata in 5-10 minuti in questo intervallo. Temperature superiori a 75°C garantiscono la sicurezza alimentare in pochi secondi. Tuttavia, le spore batteriche resistono spesso oltre i 100°C.
La maggior parte dei batteri viene uccisa in 5-10 minuti a 60-70 °C (con calore umido). Le spore batteriche vengono uccise a temperature maggiori, spesso superiori ai 100 °C.
Da questo esperimento dovrebbe emergere che quei batteri, che solitamente vivono a circa 37°C, quando vengono sottoposti a temperature elevate, tendono a non sopravvivere. Infatti, osservando il grafico, all'aumento di temperatura, corrisponde una diminuzione del numero di colonie batteriche.
Il lavaggio a freddo a 30 gradi è delicato su tessuti e stoffe, mentre già a partire da temperature di lavaggio di 40 gradi i tessuti si usurano più rapidamente e i colori possono sbiadire. A volte le stampe si crepano in modo antiestetico e le magliette e i polsini si consumano più rapidamente a causa del calore.
Nel 1969 il microbiologo Thomas Brock ha isolato, da una sorgente termale (Mushroom Spring) nello Yellowstone National Park (Stati Uniti), un batterio da lui nominato Thermus aquaticus, in grado di crescere intorno ai 100 °C, dimostrando l'esistenza di organismi ipertermofili.