Domanda di: Ing. Ferdinando D'amico | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2026 Valutazione: 4.2/5
(15 voti)
La ceramica si rompe solitamente a causa di uno shock termico (sbalzo rapido di temperatura) più che per l'alta temperatura in sé, crepandosi spesso durante il raffreddamento o un riscaldamento troppo veloce. Mentre la ceramica comune per uso domestico può resistere fino a circa 200 - 250 ∘ C 2 0 0 - 2 5 0 ∘ C , ceramiche tecniche o cotte ad alte temperature possono resistere oltre i 1200 ∘ C 1 2 0 0 ∘ C .
La ceramica invece, cotta a 1200 gradi, resiste senza alcun problema anche al calore più alto che si possa generare in un ambiente, mantenendo inalterata la planarità e le dimensioni originarie.
Le ceramiche per forno possono purtroppo presentare alcuni problemi. Se meno di 2/3 della superficie del piatto è coperta di cibo, può creparsi. A volte reagiscono male a un rapido cambiamento di temperatura, quindi si consiglia di inserirle nel forno mentre si preriscalda.
Possono verificarsi danni quando la ceramica è esposta a temperature molto fredde e al gelo. Il problema si verifica quando all'interno dei pori del pezzo ceramico si formano cristalli di ghiaccio. La brina all'interno dei pori eserciterà una pressione sul tessuto della ceramica e causerà la rottura del materiale.
Il più delle volte l'eccessiva umidità che evapora dall'argilla è la causa delle crepe. Ed è pertanto importante utilizzare la giusta quantità di acqua. Troppa acqua può rendere la pasta per modellare troppo morbida e soggetta a crepe. Troppa poca acqua invece può rendere l'argilla troppo dura e difficile da lavorare.